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SOCIAL BIO-ORTO: QUANDO IL RECUPERO PARTE DALLA TERRA di Vito Surico | 29/07/2011 link alla pagina dell'articolo

Senza Ostacoli Creeremo Importanti Alternative Lavorative: un acronimo per descrivere l’obiettivo di integrazione e promozione sociale del progetto Social bio-orto, ideato dall’associazione Piantiamola!, vincitrice del concorso “Principi Attivi 2010”.
Il progetto è stato presentato ieri, giovedì 28 luglio, nella sala consiliare del nostro comune dallo “staff” di Piantiamola!: Nadia Saponara, Natalia Lucaioli, Nicoletta Panebianco e Fulvio De Marinis. Presente anche il sindaco, Maria Pia Di Medio, che si è complimentata per l’iniziativa: “una grande opportunità per i giovani di avvicinarsi a nuove realtà, anche economiche. Il nostro futuro è nella nostra madre terra: grazie a questo progetto c’è la possibilità di riavvicinarsi alla natura affinché non venga ulteriormente inquinata, ma torni a produrre per noi”.
Paola Paglionico, consulente esterno di Piantiamola! insieme a Paolo Dirienzo, accompagnata dalla musica e dalla simpatia di Ivan Dell’Edera, si è esibita in una performance in cui è entrata in contatto con la terra ed ha letto una serie di componimenti dedicati all’agricoltura, alle tradizioni ed ai prodotti della nostra terra (l’ode al carciofo “il vegetale armato”, alla cipolla “stella dei poveri”, al limone “raggio della luce che è diventata frutta”, al pomodoro “astro della terra”, al basilico).
La dott.ssa Lucaioli, dunque, ha raccontato come l’idea sia nata da un incontro casuale con Antonella Milella, già attiva nel sociale con le iniziative della masseria didattica di “Ruotolo” e che ha messo a disposizione di Piantiamola! mezzo ettaro di terreno da coltivare: si è partiti dall’idea che l’agricoltura sociale potesse essere una soluzione per molti problemi e si è arrivati a trasformare il sogno in realtà con il coinvolgimento di soggetti definiti svantaggiati, individuati dai Sert di Acquaviva e di Grumo, che hanno “vissuto un’esperienza pratica con la terra”. L’agricoltura sociale, ha proseguito poi la dott.ssa Saponara, è, come l’ha definita Saverio Senni, “quell’insieme di processi e azioni che impegnano le risorse, materiali e immateriali, dell’agricoltura, per promuovere o accompagnare azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa di soggetti svantaggiati o a rischio di esclusione sociale”. L’agricoltura sociale, dunque, si pone diversi obiettivi, quali la cura e riabilitazione di persone con problematiche psico-sociali, la formazione e l’inserimento di soggetti definiti svantaggiati, la coltivazione di orti biologici e la promozione e diffusione di servizi utili per la vita quotidiana sociale e l’educazione.
Da qui, dunque, parte il progetto di Piantiamola!, come ha spiegato il dott. Fulvio De Marinis: “lavoriamo in perfetta simbiosi con i ragazzi e il lavoro diventa anche terapeutico. Siamo partiti con loro sin dall’inizio, dalla teoria fino alla pratica”. È quindi “l’inclusione sociale il nostro principale obiettivo”, ha aggiunto la dott.ssa Panebianco, “attraverso lo sviluppo delle risorse del nostro territorio” e per consentire una maggiore diffusione dell’iniziativa, ha proseguito, il comune di Cassano è da poco partner dell’associazione che presto entrerà anche nelle scuole grazie agli assessori Ruggiero e Contursi.
Piantiamola!, nella realizzazione del progetto, si avvale di diverse parternship, oltre a quella del comune di Cassano: a fianco all’associazione di promozione sociale, infatti, lavorano la Masseria Ruotolo (che ha messo a disposizione la terra da coltivare), l’associazione Eco, Bio, Equo – Io mangio Bio di Bari (che si occupa della commercializzazione dei prodotti), l’Istituto di Genetica Vegetale – C.N.R. (che ha messo a disposizione le sementi autoctone) e l’A.P.Ri. Associazione Pugliese Rilancio onlus di Sannicandro dalla quale provengono i ragazzi che lavorano nell’orto. Ed è stata proprio la testimonianza di uno di questi ragazzi a far capire come il progetto sia pienamente riuscito: “questa, per me, è un’esperienza nuova. Posso dire che il bio-orto ha “rallentato” la mia vita in modo piacevole. È bello piantare il seme, vederlo crescere e poi mangiarne il prodotto”, aggiungendo, ancora con Saverio Senni, che uno dei vantaggi del lavoro a contatto con la natura è che “piante e animali non discriminano nessuno!”.
Annibale D’Elia, uno degli ideatori di Bollenti Spiriti, ha messo in evidenza come “questo progetto sia fatto da giovani che guardano alle tradizioni e corrono verso un recupero delle radici: se queste cose vengono fatte consapevolmente da ragazzi, allora l’azione di recupero ottiene ancora più forza”. Spesso la gioventù, ha continuato D’Elia, è vista come una malattia da curare con un’iniezione di esperienza, ma l’entusiasmo, il “priscio” e lo sguardo nuovo dei giovani riescono a dare nuova linfa ai progetti, alle idee ed allo sviluppo delle nostre terre: per questo Bollenti Spiriti crede fortemente nei giovani, come ha dimostrato con i due bandi di “Principi attivi” in cui sono stati presentati più di 2.200 progetti.
Il Social bio-orto ha vinto, ed ora comincia a lavorare ma, ha affermato la Nadia Saponara, “ora cerchiamo nuovi partner perché vogliamo crescere ed espanderci, vogliamo trovare altra gente che creda in noi, come hanno fatto i fratelli Milella della Masseria Ruotolo, per creare un consorzio o una rete di masserie sociali”.
Per avere un’idea delle attività dell’assciazione Piantiamola! e per acquistare i prodotti del Social bio-orto è possibile visitare la pagina facebook dell'"Associazione di promozione sociale Piantiamola".